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Prima visita

Le condizioni indispensabili per ottenere risultati ottimali sono la personalizzazione e la pianificazione.

La personalizzazione è la scelta del trattamento più appropriato per il singolo caso: nel corso del primo incontro vengono esaminate, con le tecniche più precise e innovative, le caratteristiche delle gambe ma anche le motivazioni, le abitudini di vita e di lavoro del Paziente.

Vedi anche: Protocollo Diagnostico “Vene Varicose Padova”

 

Anamnesi

Nella prima parte della visita viene raccolta la storia clinica (anamnesi), riguardante patologie pregresse o attive, l’eventuale assunzione di farmaci e la presenza o meno di allergie. In tale occasione è utile portare con sè la documentazione medica eventualmente posseduta (esami del sangue, referti radiologici, referti di visite specialistiche, etc.), una lista dei farmaci che si assumono abitualmente e un elenco delle sostanze (farmaci, alimenti, sostanze chimiche) alle quali si risulta eventualmente allergici. (Per semplificare la raccolta delle informazioni è possibile scaricare il seguente modulo da stampare e compilare in occasione del primo incontro: Modello Informazioni Paziente – rev.171114)
Nella seconda parte della visita vengono effettuati i rilievi strumentali (Mappaggio Ecocolordoppler e Termografia Digitale).

 

Mappaggio Ecocolordoppler (ECD)

Ecocolordoppler di quadro varicoso

 

Tale esame consiste in uno studio dell’anatomia vascolare basato sull’utilizzo di ultrasuoni totalmente innocui per il corpo umano, tramite il quale è possibile discriminare tra vene sane e vene malate.
L’analisi viene effettuata con il Paziente in piedi, appoggiando sulla pelle delle gambe una sonda ecografica inumidita da gel che consente di ricostruire un’immagine bidimensionale dell’anatomia vascolare.
Durante l’esame ecografico viene chiesto al Paziente di effettuare alcune manovre (come ad esempio dei colpi di tosse) per meglio evidenziare i punti in cui il sistema venoso risulta ammalato.
Ai fini della pianificazione del trattamento, vengono effettuate delle misurazioni ecografiche relative al circolo venoso patologico (calibro vascolare, profondità dal piano cutaneo in determinate sedi, presenza di eventuali varianti anatomiche).

 

Termografia Digitale (Digital Infrared Thermal Imaging – DITI)

 

Quest’analisi innovativa consiste in una rilevazione fotografica delle differenti temperature della pelle delle gambe, e consente di ottenere una mappa precisa dell’accumulo di calore causato dalla presenza di vene varicose.
Il Centro di Chirurgia “Vene Varicose Padova” ha introdotto in Italia tale metodica diagnostica nel 2015, e attualmente è il centro con la maggior casistica documentata di analisi termografiche in ambito flebologico.
La possibilità di rilevare il calore è data dal fatto che il corpo emette delle radiazioni infrarosse (IR) del tutto invisibili all’occhio umano; la lunghezza d’onda di tali radiazioni è superiore ai 780 nanometri, che è il valore che delimita il passaggio dallo spettro della luce visibile, e precisamente dalla zona del rosso, a quello della luce invisibile. Attraverso particolari rilevatori fotografici è possibile convertire la radiazione invisibile in una gamma di colori visibile dall’occhio umano.
La tecnica è estremamente sensibile e in grado di rilevare variazioni di temperatura molto ridotte (nell’ordine dei decimi di grado centigrado), permettendo di visualizzare in una fotografia sia le aree cutanee patologiche che il decorso sottocutaneo dei vasi da trattare.